Itinerari Trekking

Scheda 6 Itinerari Trekking

 
Le tre punte di Monte Morello
Lunghezza:
6,5 Km circa
Tempi di Percorrenza:
6 ore circa
Dislivello:
+506m - 506m
Segnaletica:
Percorsi
CAI n. 10, n. 00 e n. 11
Difficoltà:
Escursione Facile
Numeri Utili:
Soccorso Medico 118
Luogo di Partenza:
Rifugio Gualdo raggiungibile percorrendo la strada panoramica di Sesto Fiorentino (Fi) - Monte Morello
Percorso:
Partenza e arrivo da Rifugio Gualdo
Curiosità:
Monte Morello
     

 

Percorso

 
Dal Rifugio Gualdo (428 m s.l.m.) si prende la strada sterrata posta accanto alla costruzione, tralasciando sulla destra il ripido Sentiero del Pensionato. Si prosegue sulla sterrata in salita fino a raggiungere il bivio posto alla Fonte del Ciliegio. Qui si lascia la sterrata per prendere il Sentiero CAI n. 10 fino alla cresta di sud ovest ove ad un bivio si inizia a salire rapidamente tra prati e boschi di conifere fino a Poggio all'Aia (934 m s.l.m.) prima e più alta punta di Monte Morello, ove è posta una croce di legno.

Si riparte verso Sud seguendo il sentiero di crinale CAI n. 00 che scende velocemente al Valico della Selletta (858 m s.l.m.) e risale tra i pini fino a Poggio Cornacchiaia (892 m s.l.m.) seconda punta.

Da Poggio Cornacchiaia si scende brevemente per poi risalire a Poggio Casaccia (921 m s.l.m.) terza punta del nostro itinerario, ove è posta una croce metallica visibile anche da Firenze.

Una bella discesa per prati e poi nel fitto bosco di conifere porta alla Sella delle Colline (671 m s.l.m.) ove incontriamo la strada sterrata che porta alla Fonte dei Seppi. Poco dopo si incontra il Sentierio CAI n. 11 che, sulla destra ci porta in discesa fino alla Panoramica dei Colli Alti, nelle vicinanze della Fonte Benciolino (473 m s.l.m.). Seguendo la strada panoramico in breve torniamo al Rifugio Gualdo.

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Curiosità


Monte Morello

Monte Morello è considerato il polmone verde dell'area fiorentina ma fino al secolo scorso si presentava come un enorme massa brulla ed erosa dai continui tagli di bosco effettuati per oltre seicento anni. Il continuo disboscamento  portò ad una situazione di degrado ambientale che già nel sedicesimo secolo  preoccupava le comunità della zona. Ma per un intervento efficace si deve attendere i Lorena, che con l'editto leopoldino del 1784 si inviatavano i monaci di Camaldoli, Montesenario e Vallombrosa ad acquistare appezzamenti negli appennini e a provvedere al rimboschimento degli stessi. Gli stessi Loreno poi, crearono una vasta bandita di caccia che dalle cascine arrivava a Monte Morello e Pratolino.

L'attuale aspetto di Monte Morello, con i sui boschi di pino, querce cipressi e abeti bianche sono originate dai rimboschimenti effettuati tra il 1909 ed il 1970.

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